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Terremoto del Giappone, stiamo attenti al phishing

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Scritto da Administrator Martedì 19 Aprile 2011 22:06

Terremoto Giappone, attenzione al phishing: online un falso sito per le donazioni
(Stralcio della notizia riportata dal "Corriere della sera" del 15 marzo u.s.).

E' proprio vero... Di disonesti in giro ce ne sono tanti, ma addirittura servirsi delle tragedie (come quella che ha colpito il Giappone il mese scorso) per spillare soldi e truffare così centinaia di persone è decisamente scandaloso!!!
Eppure è successo proprio questo, e cioè che approfittando dell'emozione suscitata per la tremenda catastrofe che si è abbattuta sul paese del Sol Levante, qualcuno ha realizzato un finto sito web apposito, e mediante la subdola tecnica del "phishing" ha letteralmente fatto "abboccare" tantissime persone generose di donare i propri soldi per aiutare coloro che sono stati colpiti da tale tragedia, di fatto truffandoli...



Riporta così il noto quotidiano:

"Lo fa realizzando al volo un sito che finge una raccolta di fondi: si tratta in realtà di una manovra di phishing indirizzata a sfruttare la generosità altrui e nel modo peggiore. Non solo non si inviano i versamenti a chi ne ha bisogno, non soltanto si intascano quei soldi. Ma spesso si intaccano le barriere di sicurezza sulle identità elettroniche e bancarie (carte di credito in particolare) degli utenti, lasciando aperta la porta a ulteriori truffe. Le rilevazioni di società specializzate in sistemi anti virus e anti phishing permettono a volte di allertare gli utenti"

Difatti la nota software-house Trend Micro ha subito segnalato la cosa nel suo blog, rivelando appunto che si tratta niente più e niente meno che un falso sito costruito appositamente con lo scopo di arricchirsi alle spalle degli ignari utenti.
Sempre dalle notizie del Corriere apprendiamo che il sito, che si chiama japan.com, è ospitato su un indirizzo IP che si trova fisicamente negli Stati Uniti:

"I criminali informatici responsabili di questo attacco hanno anche sfruttato la funzione blog del sito web, inserendo post che assomigliano a pubblicità, forse con l'intenzione di migliorare la posizione del sito nelle ricerche online dei motori di ricerca".

Se dunque vi capitasse di incappare per errore in pagine web che assomigliano a schermate come quella riportata sopra, mi raccomando non cascateci anche voi, ma chiudete immediatamente la finestra del vostro browser!
Possiamo dire con certezza che in casi come questi ben si applica la nota massima: "non è sempre oro tutto quel che luccica"!
Attenzione, quindi... Occhi bene aperti! 




Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 23:07  

Firma anche tu contro il massacro!

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Scritto da Administrator Martedì 12 Aprile 2011 22:50

Nella Spagna super-civilizzata accadono al giorno d'oggi ancora orrori di questo genere!

Possibile, dico io? Ma come? Nel terzo millennio dobbiamo ancora assistere a scene simili? Persone che osano infliggere crudeltà simili a dei poveri animali indifesi? Mi verrebbe dal dissociarmi dalla categoria degli "essere umani", se potessi realmente farlo!

Pensate che la Spagna è una delle nazioni europee dove gli animali domestici (ed in particolare i cani) non godono di alcuna tutela, e che in questa carneficina oltre 30.000 cani sono massacrati ogni anno nelle cosiddette "perreras" (canili), dove appunto gli animali accolti da più di 10 giorni vengono gettati in un forno crematorio e uccisi senza pietà.
Sono infatti gli stessi comuni spagnoli a pagare ai responsabili delle perreras un cifra fino a 80 euro per ogni cane, la cui soppressione può avvenire anche dopo solo dieci giorni di presenza in canile.
Si tratta di una pratica diametralmente opposta rispetto alla Convenzione Europea dei diritti degli animali di compagnia, con una legge che prevede il carcere fino a 2 anni per chi uccide gli animali di affezione e fino a 15 mesi per chi maltratta i cani e gatti.
Proprio al fine di evitare agli amici animali questo tragico destino sono nate associazioni di sostegno quali Una zampa per la Spagna e Progetto Spagna, grazie alle quali è stato possibile ad esempio trasferire molti di questi cani dalle Perreras e offrirgli così un futuro diverso.
L'AIDAA (ovvero l'Associazione Italiana in Difesa di Animali e Ambiente) ha chiesto un pronunciamento ufficiale da parte del Parlamento Europeo, attraverso al quale si condanni la Spagna sia per la strage dei cani sia per la mancata ratifica della convenzione Europea.
Se non ci credete (e siete forti di stomaco...), guardate semplicemente QUI e ve ne renderete conto!
Veramente, non ci sono parole... Sentirsi sdegnati è un eufemismo...
Se vogliamo fare qualcosa di concreto, vi invito calorosamente a raccogliere quante più firme possiamo, e per fare questo basta semplicemente compilare il form online che potete trovare al seguente indirizzo: http://www.peticiones.es/peticion/contra-los-malos-tratos-y-sacrificios-de-animales-en-las-perreras-en-espana/314, con i nostri dati personali così composti: Nombre (Nome), Apellido (Cognome), E-mail (mi raccomando!), Contraseña (password a Vs. scelta con privacy garantita), il resto è opzionale (se volete potete compilarlo, fate vobis...) ed infine fare click su FIRMA.


IMPORTANTE: VI ARRIVERA' SUCCESSIVAMENTE UNA MAIL DI CONFERMA, BISOGNA QUINDI APRIRLA E FARE CLICK SUL COLLEGAMENTO PROPOSTO AL FINE DI  CONVALIDARE LA FIRMA, ALTRIMENTI LA SOTTOSCRIZIONE SARA' AUTOMATICAMENTE SCARTATA!
DOBBIAMO ESSERE IN MOLTI A FIRMARE PER FERMARE QUESTI ASSASSINII LEGALIZZATI, BISOGNA DIRE BASTA A QUESTA VIOLENZA ASSURDA  SU QUESTE POVERE BESTIE INNOCENTI!
Spero di avervi fatto cosa gradita, con l'augurio che tutto questo finisca al più presto...


Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Aprile 2011 01:28  

Fermiamo lo scempio...

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Scritto da Administrator Mercoledì 16 Marzo 2011 12:31

Tempo fa, spulciando le varie mail che ho archiviate nella casella di posta in arrivo, mi è caduto l'occhio su un messaggio contenente un allegato decisamente sconcertante... In primis non ci avevo fatto molto caso, dato che si trattava di uno di quei messaggi tipo "Catena di Sant'Antonio" (di solito li cestino subito, senza neanche aprirli) ma quando ho revisionato il contenuto (un documento allegato tipo ".ppt") non vi nascondo che ho provato un senso di tristezza non indifferente, ma nel contempo un buon motivo di meritata riflessione...
Ve lo ripropongo, sperando che anche a voi faccia lo stesso (buon) effetto che ha fatto a me, invitandovi così a riflettere...
A presto!
Link al documento:
Sacchetti di plastica


Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Marzo 2011 15:49